sabato, febbraio 02, 2013

Ricapitolando

Forse è più facile ingannarsi nella convinzione che i fenomeni che non vediamo o percepiamo appartengano ad un mondo misterioso che è meglio non indagare troppo, se non attraverso qualche aspetto di spiritualità o di format sui misteri; alcuni risvolti "tecnici" della scienza ci sembrano complessi e noiosi ed è meglio convincersi che le risposte che possiamo ottenere siano comunque ristrette od incomplete in modo che ogni sforzo intellettuale ci appaia sprecato. Così ci limitiamo ad usare un telefono, un frigo, un computer, non soffermandoci sulla realtà della loro stessa esistenza che è legata alla conoscenza di leggi naturali apparentemente imperscrutabili e che i fisici hanno ostinatamente indagato fino ad ottenerne il controllo.


Di certo la scuola dell'obbligo non aiuta ad appassionarsi alle materie tecnico-scientifiche ma nell'era di internet l'informazione diventa accessibile, anzi diventa fruibile, grazie ai siti ed alle immagini, alle simulazioni, alla computer-grafica, alle conferenze, alle lezioni degli appassionati e dei professionisti.

Ci si può tuffare nel mondo della scienza e della fisica attraversando le scoperte, le storie dei personaggi, esplorando i limiti della ricerca attuale, anche scoprendo che i concetti che si sono appresi a scuola, magari decine di anni prima, non erano del tutto esatti e che anche l'atomo non è più quello che credevamo.

Può risultare poco lecito chiederci se siamo i soli ad osservare l'universo con le sue leggi e come sia possibile che, con tutte le probabili combinazioni di insuccesso, si sia sviluppata una forma di vita in grado di porsi tale domanda: una risposta esiste e non è teologica.

Porsi domande su concetti apparentemente tangibili come lo scorrere del tempo ci permette di inoltrarci in un mondo completamente diverso da quello che conosciamo, una realtà in cui gli orologi scandiscono tempi diversi ed in cui lo spazio ed il tempo si congiungono per poi distorgersi sotto il peso degli oggetti celesti: la conoscenza profonda di tali meccanismi ci permette oggi, per esempio, di viaggiare comodamente senza cartine stradali.

Non solo la nostra percezione di tempo è limitata ma anche quella di tatto ci trae in inganno perchè ci da la sensazione di essere pieni di materia e che la nostra massa sia qualcosa di farcito: la realtà è che siamo vuoti, quasi completamente, e che la sensazione di riempimento è solo dovuta ad invisibili palline impazzite che muovendosi attorno ad ogni atomo che ci compone, creano uno scudo di cariche elettriche che si oppongono a quelle degli oggetti che afferriamo: così come una moneta fatta girare velocemente attorno al proprio asse ci appare per qualche istante una sfera, anche il mondo che ci circonda appare pieno ai nostri occhi (ma non a quelli di una radiografia).

Ma cos'è che permette all'elettrone di avere tanta energia per muoversi freneticamente e proteggersi con i scudi di potenza negativa? E perchè l'elettrone e le altre particelle nascondono questa energia dietro un imbarazzante duplice comportamento?

Il segreto sicuramente si nasconde tra le pieghe del tessuto spazio-temporale, una trama creata in 14 miliardi di anni partendo da un unico punto dal quale è scaturito l'intero universo, lo spazio ed il tempo stesso; esiste anche una descrizione ormai abbastanza completa di ciò che è stato creato e degli elementi principali che componendosi hanno dato forma all'universo attuale: ma ci sono anche lacune da colmare.

Non sappiamo che cosa ci sia dietro al misterioso principio di non località, secondo il quale esistono connessioni quantistiche che eludono le limitazioni dello spazio-tempo, per teletrasportare informazioni in modo istantaneo da una particella ad un'altra, come se sotto la coperta del tessuto quadridimensionale nel quale si espande l'universo, si trovasse un materasso attraverso il quale si può viaggiare a velocità infinità per raggiungere istantaneamente qualsiasi punto della coperta.

Evidentemente le regole del mondo delle particelle sono diverse da quelle che dobbiamo seguire noi macro-osservatori, ed i nostri limiti sono legati alle infinite connessioni che compongono un pezzo di materia, miriadi di particelle che legandosi insieme perdono alcune loro capacità peculiari, fortunatamente, per dare origine al macro-mondo stabile in cui viviamo.


Posta un commento