venerdì, gennaio 18, 2013

Un bel modello, quello standard

Scavando nel mondo delle particelle, o meglio frantumandole nel microcosmo, i fisici in 50 anni di collisioni tra pezzi di atomi scagliati gli uni contro gli altri ad enormi energie, sono riusciti ad identificare i tre mattoni di cui è composta tutta la materia che ci circonda: quark up, quark down ed elettroni. Un passo avanti non in senso numerico visto che già un secolo fa si era giunti alla conclusione che l'atomo fosse composto da elettroni, protoni e neutroni, ma sicuramente un enorme balzo nella comprensione dei meccanismi che regolano la materia e le forze in gioco; infatti grazie alla scoperta dei quark, che compongono appunto i protoni ed i neutroni, si sono riuscite a spiegare le interazioni che mantengono i nuclei atomici uniti  (forza nucleare forte) ed anche le ragioni alla base dei decadimenti radioattivi (forza nucleare debole).

Nella affannosa ricerca degli elementi fondamentali dell'universo, gli scienziati hanno incontrato non poche difficoltà dovute al proliferare di pezzettini di materia che però non sembravano incastrarsi nel puzzle che avrebbe identificato finalmente la natura primordiale del cosmo: infatti prima di scremare tutti quelli che non sembravano i mattoncini indivisibili, si sono dovuti eseguire miliardi di collisioni in tutti gli acceleratori del mondo per poi finalmente arrivare alla conclusione che la natura prevede l'esistenza di sei tipi di quark, tre tipi di elettroni ed anche tre varietà di neutrini. Eppure poche righe sopra affermavo che tutta la materia è composta da soli tre elementi (due quark ed un elettrone) ed è questa la realtà, ma l'universo prevede comunque l'esistenza di altre forme di materia, anche se queste non risultano stabili (come l'antimateria) o più semplicemente vagano nello spazio senza interagire (come i neutrini); quindi, un po' come è accaduto per la tavola periodica degli elementi chimici che ha continuato ad espandersi grazie ai laboratori che scoprivano elementi come il rutherfordio od il bohrio, che però non sono presenti naturalmente sulla Terra, così nella fisica delle particelle si sono incontrati elementi altamente instabili che comunque in un probabile momento della creazione od in un momento evolutivo dell'universo, potrebbero aver trovato il loro posto anche se per poco nella storia che stiamo raccontando.

Quindi la bellezza del Modello Standard delle particelle fondamentalmente è dovuta alla sua semplicità e simmetria che ci apre una finestra dalla quale si può avere una visione profonda su tutto ciò che esiste, che è esistito o potrebbe esistere.
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